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Ti proponiamo :

IL DIVANO CON MECCANISMO RELAX

Lasciatecelo dire: “un divano con il meccanismo relax incorporato è il massimo per il comfort!

Il divano è il centro dell’area living e va scelto con cura per rispondere ad una progettazione, ad un gusto personale e ad uno stile ben preciso in sintonia con l’arredamento.  Se abbiamo la fortuna di trovare il nostro modello ideale tra quelli che offrono il meccanismo relax come optional,  allora possiamo contare anche sul comfort perfetto!

E’ l’optional per eccellenza ed è utilissimo per il relax, il riposo ed il nostro benessere!

Un divano con meccanismo relax permette di adattare la comodità del prodotto alle più svariate esigenze personali, grazie alla movimentazione di una o più parti del prodotto.

La personalizzazione del comfort ha mille sfaccettature e permette numerose soluzioni: a partire dal poggiatesta regolabile, fino alle sedute estraibili passando per i poggiapiedi sollevabili.

Immaginate di poter modificare, in qualsiasi momento, la vostra posizione! Sollevare le gambe, abbassare lo schienale, attivare un poggiatesta … con pochi movimenti ed in pochi secondi potete ricercare innumerevoli combinazioni per un relax insuperabile!

Vediamo come funziona.

E’ molto semplice. Ci sono 2 tipi di apertura, manuale o elettrica.

Con l’apertura manuale, si aziona una leva posta nel lato del bracciolo o tra il bracciolo e la seduta. Tirandola, si “sblocca” il meccanismo, che si attiva, alzando il poggiapiedi e abbassando lo schienale. Si tira la leva … ed il gioco è fatto!

Per il poggiatesta si tratta semplicemente di sollevare manualmente, fino alla posizione desiderata, la parte superiore dello schienale

Nel caso di meccanismo elettrico, invece, si aziona un pulsantino posto sul lato del bracciolo o sul lato seduta che attiva un motore elettrico. Il motore alza lentamente il poggiapiedi e abbassa leggermente lo schienale concedendovi una posizione TV (o lettura se preferite). Continuando ad azionare il pulsante il motore inclina ulteriormente lo schienale fino alla posizione quasi distesa. Il meccanismo elettrico permette quindi di regolare la posizione del poggiapiedi e dello schienale con precisione millimetrica e di fermarsi a piacere, in qualsiasi momento, fino ad ottenere la posizione desiderata ed il comfort ottimale personale.

Il meccanismo elettrico potrebbe apparentemente sembrare più delicato rispetto al manuale, ma non è così. Anzi, direi che è proprio il contrario.

I meccanismi relax più evoluti, oramai usati da tutte le aziende produttrici, hanno un sistema di apertura "Zero Wall", ovvero permettono di reclinare lo schienale ed allungare la seduta, senza dover allontanare il divano dalla parete.

Trattandosi di elementi del divano con una destinazione d’uso particolare ed un utilizzo indubbiamente intenso, consigliamo, oltre ad un buon meccanismo (con garanzia ed assistenza domiciliare), anche cuscini di seduta molto performanti (purtroppo costosi), con schiuma di poliuretano di alta qualità, per garantire:

  • un grande comfort di seduta,
  • evitare di sentire con il tempo le leve in ferro della meccanica,
  • mantenere il miglior aspetto nel tempo,
  • mantenere efficienza e funzionalità.

In un divano preferisci: l'ESTETICA, la QUALITA' o la COMODITA' ?

Per quanto riguarda l’estetica, possiamo solo contare sui nostri designer, auspicando che sappiano interpretare il gusto contemporaneo nel migliore dei modi. Del gusto non possiamo discutere, è un fattore puramente personale, individuale.

Per quanto riguarda gli altri 2 motivi, invece, abbiamo una buona notizia (… potrebbe anche essere una brutta notizia!) Purtroppo non puoi scegliere! E ti spieghiamo perché.

Una volta individuato un divano che sta bene a casa nostra, perché ci piace, per le misure ideali, per l’originalità o anche per l’appunto perché è comodo. Immediatamente sorge spontanea una domanda fondamentale:

"ma sarà di qualità?”

Abbiamo lì davanti il nostro futuro divano nuovo, bello e comodo e dopo aver ricevuto un bel rassicurante “… SI è di primissima qualità!”dal venditore di turno,ci chiediamo comunque

“ma come faccio a verificare se quello che mi dice è vero?”

La fiducia nel punto vendita conta molto sicuramente. E su questo dobbiamo contare. Ma credo che conoscere un metodo per verificare quello che il venditore ci sta dicendo, sia molto utile.

Prima di procedere, vorrei spiegare meglio perché il divano deve essere di qualità!

Se pensiamo ad una vacanza, tutti siamo coscienti che in un hotel 5 stelle probabilmente si stia meglio che in un hotel a 2 stelle, ma tutto sommato fai comunque la tua vacanza lo stesso anche in un hotel 2 stelle. Tutti sappiamo che in un ristorante di lusso con una cucina raffinatissima, si mangia benissimo, ma tutto sommato in una buona trattoria che propone cose semplici ma ben fatte, stai bene lo stesso. Un’automobile da 50.000 euro è sicuramente diversa da un’auto da 15.000 euro, ma tutto sommato fai le stesse cose, arrivi magari 5 minuti dopo.

Nei divani purtroppo non è così.

In un imbottito conta molto la qualità perché quanto più è elevata la qualità, tanto più lunga è (ad esempio) la sua durata. Mi direte “Ma è chiaro! È una frase scontata. Pensi che non lo sappiamo?”

Attenzione non sto usando il termine “durata” per dire che fisicamente il divano lo tieni lì in soggiorno per i prossimi 15 anni! Questo lo puoi fare con qualsiasi divano che compri!

Sto parlando di “durata” intendendo in buono stato, in buona forma, analogo al divano che ho comprato qualche anno prima! Con le imbottiture che sopportano ancora il mio peso, mi sostengono, che il rivestimento non si è lacerato e metà delle cuciture non sono saltate, che il molleggio delle cinghie elastiche non ha ceduto, ecc.ecc.

Dalla qualità di un divano dipendono fondamentalmente sia la comodità, che la funzionalità, ma anche (e soprattutto) l’estetica futura!

Già. È proprio questo il problema, per mantenere il suo aspetto in buona forma, per mantenere la comodità senza evidenti segni di cedimento, strutturali o anche solo del rivestimento, serve un divano di qualità.

Se il nostro acquisto è del tipo usa e getta o se il divano viene usato pochissimo, non è necessario fare tanti ragionamenti… tutti i divani vanno bene. Ma se il divano viene usato con una certa frequenza o si desidera che duri un po’ di tempo prima di essere costretti a cambiarlo nuovamente, dobbiamo fare attenzione alla qualità dei materiali con il quale è stato costruito.

Un divano si può costruire in tanti modi e con diversi materiali. Alla fine il risultato sembra lo stesso ma non è così.  Solidità, comfort, funzionalità e durata nel tempo non sono ricercabili (purtroppo) in un solo componente. Solo l’insieme dei componenti può determinare una buona qualità totale.

Vediamo come procedere per SCEGLIERE BENE! Per fare un acquisto consapevole.

Prima dell’acquisto, chiedere al rivenditore la “scheda prodotto”. Obbligatoria per legge, dove sono riportate tutte le informazioni sui materiali impiegati, i metodi di lavorazione, le istruzioni per l’utilizzo e la manutenzione, la destinazione d’uso del prodotto.

La Struttura

E’ il componente maggiormente nascosto alla vista. Partiamo dalla struttura definendola come l’insieme di pezzi (spesso di materiali diversi) che compongono il telaio interno di supporto. Immaginiamo che sia il nostro scheletro. Quest’ultimo deve essere progettato per resistere alle sollecitazioni e allo stesso tempo deve avere la giusta rigidità e flessibilità. Nei movimenti relax la flessibilità del telaio deve essere quasi assente.

Meglio il massello

Per offrire queste caratteristiche, "l’ossatura" portante deve essere in legno massello, materiale che garantisce anche maggiormente la tenuta del sistema di molleggio, che invece tenderebbe a cedere in una struttura realizzata, per esempio, in solo truciolare. Viene inoltre preferito al metallo, sia a livello di costi, sia di peso (soprattutto per i modelli di grandi dimensioni). Il metallo esiste obbligatoriamente nelle strutture con meccaniche relax e letto e nelle estetiche molto sottili di alto design.

Tra le essenze, le più indicate sono abete e pioppo, perché assicurano una buona resistenza alle sollecitazioni meccaniche nonché alle muffe. I fianchi di tamponamento sono normalmente in compensato o in fibra di legno: è importante che i pannelli siano in classe E1.

Per evitare di rovinare il tessuto di rivestimento la struttura deve essere foderata, per esempio con uno strato di poliuretano espanso ad alta densità, abbinato a un tessuto sintetico. Le giunzioni tra gli elementi in legno che costituiscono il telaio devono essere realizzate con incastri robusti.

Il Molleggio

È il supporto elastico del sedile e dello schienale del divano, quello cioè su cui appoggiano i cuscini. Per garantire la comodità e il sostegno del corpo, sia nella seduta sia nello schienale, deve essere presente un intreccio di cinghie elastiche ad alta resistenza (disposte quindi in orizzontale e in verticale), costituite da nastri di fili di gomma ricoperti in tutta la loro lunghezza da una spirale in filo di nylon. Le cinghie devono essere sufficientemente larghe (circa 7 cm) e disposte a una distanza di circa 5 cm l’una dall’altra: ciò fa in modo che nessuna delle singole fasce sia troppo sollecitata, con il rischio di perdere elasticità nel tempo.

Alcuni prodotti utilizzano un sistema di molle al posto delle fasce elastiche. Sono 2 sistemi diversi ed offrono un sostegno diverso. Non è una discriminante per la scelta, dipende dalla scelta del costruttore in fatto di comodità. Anche una eventuale scelta di utilizzare una rete a doghe dipende unicamente da scelte funzionali decise dal costruttore.

L’Imbottitura

Costituita dai cuscini della seduta e dello schienale, deve garantire il giusto equilibrio di morbidezza e resistenza alla compressione: più rigida per i sedili perché deve sostenere il peso della persona, più morbida per gli schienali, la cui funzione è solo di sostenere l’appoggio della schiena.

Il Poliuretano espanso indeformabile

Verificare che sia prodotto senza l’utilizzo di clorofluorocarburi. Ha una struttura interna a nido d’ape con celle aperte e sottili che garantiscono leggerezza, traspirabilità e ottime doti meccaniche. Fa in modo, inoltre, che mentre si è seduti venga effettuato un veloce ricambio d’aria, con un conseguente miglioramento anche della resa elastica. A seconda delle dimensioni delle cellette, il poliuretano espanso può avere diversi gradi di densità: per il cuscino di seduta viene considerata buona quando è di circa 35 kg/mq, ma si può arrivare anche a densità superiori. Non sempre rigidità e morbidezza sono proporzionali alla densità, perché queste caratteristiche dipendono dalla formula chimica che è variabile. Tuttavia, un’alta densità conferisce indubbiamente prestazioni migliori nel tempo. Nei primi mesi di utilizzo le imbottiture in poliuretano espanso tendono a un leggero allentamento, per poi stabilizzarsi. Un fenomeno normale, dovuto al fatto che quando ci si siede per la prima volta viene prodotta una pressione che causa la rottura delle microcelle. Per questo motivo è consigliabile scegliere un imbottito leggermente più rigido di quanto desiderato.

Soffice? “non lo voglio soffice, io lo prendo bello rigido così dura di più!”

Non è del tutto vero!

Mi spiego meglio!

Se ad una persona piace una seduta rigida e compatta, prenda pure un divano rigido, ma devo ripetere che se una imbottitura è di alta densità (e quindi di alta qualità) è rigida e rimane tale (o perlomeno molto simile), per un lungo periodo. Se l’imbottitura non è di alta densità (di minor qualità e quindi minor costo) è rigida all’inizio ma è come se fosse dopata! L’effetto doping dura poco e in breve tempo, anche con un utilizzo poco intenso, l’imbottitura passa da rigida, ad una morbidezza esagerata quasi senza sostegno.

Se si privilegia la morbidezza, come è giusto chiedere ad un divano, si devono scegliere poliuretani di alta densità con una componente chimica che gli conferisce grande elasticità! E’ la combinazione più azzeccata (e la più costosa naturalmente!).

Ci sono anche molte altre imbottiture, altrettanto valide. Quelle in misto piuma hanno un’anima in poliuretano espanso, mentre gli altri due strati sono in piuma d’oca. Esiste poi il memory foam, un innovativo poliuretano visco-elastico che si adatta perfettamente alle forme del corpo, aumentando la sensazione di relax. È leggero, indeformabile e ad alta traspirabilità.

Questa lastrina di memoryfoam viene posizionata sopra il poliuretano espanso così da garantire sostegno e morbidezza al tempo stesso.

Rivestimenti

La maggior parte degli imbottiti prevede rivestimenti sfoderabili in tessuto. Diamo per scontato questo requisito in Italia, anche se è quasi assente nel resto del mondo.

Tessuti: estetica e resistenza

La qualità dei tessuti è data dal tipo di filati utilizzati per costruirlo e dalla compattezza della tessitura, da cui dipende la resistenza all’usura. Proprietà tecnica che spesso, però, non va d’accordo con la raffinatezza e la preziosità dei filati, caratteristica prettamente estetica e “tattile”.

Per i tessuti lavabili in casa (in acqua,) se si tratta di cotone, lino o altre fibre naturali, assicurarsi che sia stato preventivamente bagnato. In caso contrario, rischierebbe di ritirarsi troppo al primo lavaggio, con la conseguenza di non riuscire più a rifoderarlo se non con eccessiva difficoltà.

Qualità provata: Il test Martindale.
Le maggiori aziende sottopongono i tessuti a test tecnici internazionali. Uno di questi è il metodo “Martindale”, che analizza la resistenza alla abrasione, all’usura,al pilling (cioè la formazione di “pallini”).

I cambiamenti di colore, la perdita di peso e la resistenza alla trazione derivano da test fatti con appositi macchinari. Per il test martingale si utilizza uno speciale macchinario che sottopone il tessuto a cicli preimpostati di sfregamento sotto una determinata pressione e termina quando si verifica la rottura dei primi fili dell’armatura del tessuto. Il n. di giri varia dai 10.000 ai 100.000. E’ considerato già di buon livello dopo i 15/20.000 giri.

Le categorie

Quando si sceglie il divano, i tessuti proposti nel campionario vengono spesso classificati con un numero o una lettera: non esiste una regola precisa, perché ogni azienda adotta una sua scala, che serve a raggruppare i rivestimenti in ordine crescente o decrescente di prezzo. Non sempre il tessuto della categoria superiore è più resistente o più lavabile o più bello di quelli presentati nella categoria inferiore. E’ sicuramente più pregiato e più costoso, per il resto, per verificarne la qualità e praticità, dobbiamo guardare le varie caratteristiche tecniche segnalate nella scheda del rivestimento.

I rivestimenti in pelle

Le pelli di migliore qualità sono di origine europea. Hanno infatti una taglia più grande, sono più spesse, presentano meno imperfezioni e hanno una mano più morbida e piacevole al tatto. La superficie della pelle viene chiamata “fiore”. È la parte più compatta e resistente, deve tenere nei punti di cucitura e resistere alle sollecitazioni e allo sfregamento. La più pregiata è il pieno fiore, riconoscibile a occhio nudo, perché presenta i cambiamenti di grana che sono indice di un pellame con una grana originale e naturale e non rifatta.

Le pelli possono essere smerigliate. Sono di minor pregio, ma hanno per contro un prezzo più contenuto. Sono prive di tutte le imperfezioni. La grana viene ricreata con una stampa e presentano un aspetto più uniforme e omogeneo. Le pelli di un certo spessore hanno spesso una stampa omogenea più grossa, chiamata in gergo tecnico “stampa dollaro”.

Generalmente le pelli di arredamento sono conciate al cromo (tetravalente e non esavalente poiché proibito).

Alcune pelli vengono conciate con oli vegetali o all’anilina (un composto organico). Sono molto pregiate ma attenzione alle regole d’uso e la manutenzione. Anche la normale pulizia è molto difficile da attuare. Alcune pelli come ad es. il Nubuk (molto in voga nel settore calzaturiero), non hanno proprio nessun tipo di manutenzione nonostante trattamenti idrorepellenti o simili. Una volta macchiate è molto difficile togliere la macchia, facilmente rimarrà per sempre.

Comfort al top

La comodità di un imbottito può essere aumentata con sedute e schienali regolabili. In questo modo è possibile creare il proprio divano su misura in base alle diverse situazioni: relax, lettura, conversazione. Alcuni modelli hanno meccanismi elettrici azionabili con un telecomando o con pulsanti nascosti situati a lato della seduta o su un lato del bracciolo. Consentono di alzare a piacimento il poggiapiedi, e di abbassare lo schienale. Nei modelli con seduta estraibile o allungabile il meccanismo si attiva esercitando una pressione sul cuscino;  si disattiva semplicemente riaccompagnando quest’ultimo con le gambe nella posizione di partenza. La versione elettrica è dotata di un telecomando per la funzione di avanzamento e ritorno. Per adattarsi a stature differenti, esistono pratici poggiatesta dotati di un meccanismo che permette di alzare lo schienale fino a oltre 20 cm. In questo modo, ciascuno ha la possibilità di personalizzare a piacimento il proprio posto.

Quando scegliete il divano provate ad osservare il rapporto tra seduta e schienale

E’ una questione di rapporti e misure

Per il massimo comfort di seduta, il corpo deve appoggiarsi allo schienale ed essere sostenuto in modo naturale dalla seduta. I rapporti di dimensione tra seduta e schienale e l’altezza dei braccioli, devono garantire una postura che mantenga le parti del corpo secondo angoli fisiologicamente corretti, senza dimenticare che il comfort è dato anche dalla possibilità di adattare il salotto alle proprie esigenze, gusti e caratteristiche fisiche richiedendo (dove possibile) imbottiture diverse, piedi con diverse misure, meccanismi poggiatesta o relax.

Posizione del sedile troppo inclinata in avanti

Quando il sedile è troppo inclinato in avanti, fra il corpo e le gambe si genera un angolo troppo aperto, a cui i muscoli delle gambe si oppongono, lavorando inutilmente.

Posizione dello schienale troppo inclinata all’indietro

Quando lo schienale è troppo inclinato, sebbene immediatamente si provi una sensazione di comodità dovuta all’abbandono del corpo all’indietro, a breve, ci si rende conto che i muscoli addominali sono in lavoro perché il corpo spinge in avanti, provocando una compressione degli organi interni.
Il benessere iniziale quindi è destinato a scomparire lasciando, specie alle persone anziane, una certa difficoltà ad alzarsi per superare l’inclinazione della seduta che deve essere compensata spesso con cuscini dietro la schiena.

Posizione del sedile e dello schienale corretta

Sedile e schienale devono avere un’angolazione tale che gli organi interni non subiscano la benché minima compressione.
Il sedile deve avere una leggerissima inclinazione nel retro così da evitare lo scivolamento del corpo in avanti, facendo in modo che il suo peso venga distribuito omogeneamente sull’intera superficie delle cosce e dei glutei Lo schienale deve essere leggermente inclinato all’indietro così da consentire che la schiena, con un buon sostegno lombare, vi si appoggi delicatamente. Insieme evitano la compressione “dell’osso sacro”.
Tutta la muscolatura deve essere in condizioni di riposo. Le braccia devono trovare un appoggio e sostegno tali da non provocare tensioni.

Dunque osserviamo bene un divano nei dettagli, nei particolari, nelle funzioni e nell’estetica. Chiediamo la scheda prodotto e la scheda del rivestimento e valutiamo:

·         Struttura ed imbottiture

o   Legno, metallo, truciolare, compensato
o   Molleggio,
o   Densità,
o   Elasticità,
o   Forma ed inclinazione

·         Rivestimento

o   Resistenza all’ usura Test “Martindale”
o  
Tipo di filato
o  
Simboli e sistemi di lavaggio
o   Trattamenti

Prima di un acquisto consapevole sediamoci e valutiamo almeno per un paio di minuti come si sta seduti, valutiamo gli optional ed il prezzo. Valutiamo le garanzie ed i servizi post-vendita.

Facciamo il confronto tra diversi prodotti e …

Buon Acquisto!